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sabato 15 dicembre 2007

Barbara Di Salvo



In una stagione di così profondi cambiamenti, sembra che finalmente sia arrivato il momento in cui anche i cittadini possano partecipare attivamente alla politica, fornendo le loro proposte e facendo sentire la propria voce.

Internet per questo ci è di grande aiuto ed proprio attraverso il web che ho avuto modo di esprimere le mie idee sul blog www.barbaradi.splinder.com, dove hanno avuto un notevole successo.

Ho così deciso di raccogliere in un unico contenitore i miei commenti sull’attualità politica, dal contenuto più vario, tra l’ironico e l’indignato, che hanno suscitato l’approvazione dei miei lettori e che, soprattutto, ritengo possano essere una interessante base per una discussione politica nel centrodestra.

Sono rivolti, infatti, a tutti coloro che, stufi di un’informazione omologata a sinistra, abbiano voglia di andare davvero oltre la politica politicante e discutere di un programma concreto e condiviso da chi abbia a cuore la proprie libertà e quella di questa martoriata Italia.

È in quest'ottica che mi permetto di inviarLe questa copia omaggio del mio libro “Antipolitici a palazzo”, augurandomi che sia gradita e possa costituire un valido spunto per attivare la più ampia eproficua collaborazione nell'identificare princìpi, valori ed azioni concrete che dovranno essere alla base del nostro comune programma politico.
Qualora condivida, come penso, contenuti e proposte, La autorizzo sin d'ora, anzi, La invito gentilmente a dare la più libera ed ampia diffusione a questo mio lavoro, nei modi e nei tempi che riterrà più opportuni.
Nella speranza che il comune impegno sortisca al più presto gli effettisperati, La saluto cordialmente e Le porgo i migliori auguri per le prossime Festività.


Barbara Di Salvo




ANTIPOLITICI A PALAZZO
Un anno di governo visto con gli occhi di una cittadina italiana libera

Prefazione di Davide Giacalone



Se il mondo politico sapesse dell’esistenza di cittadini informati ed appassionati, come Barbara Di Salvo, correrebbe a dare il proprio sostegno a gente come Beppe Grillo, capace di qualche pernacchia e spurgatore di mal di pancia che non arrivano alla testa. Anzi, mi correggo, è esattamente quel che sta facendo: la politica, la televisione, la stampa, sono tutti lì a parlare del comico che usa il turpiloquio, ma poi dialoga con Mastella, come quell’altro collega, Benigni, che cominciò prendendo in braccio Berlinguer e finì in braccio a Mastella. Sono nulla. Mentre Barbara Di Salvo non trova chi pubblica le sue riflessioni, non sarà invitata al telegiornale, nessun governante si sentirà in dovere di risponderle. È l’intelligenza che fa paura, non le parolacce. L’autrice non la conosco. Mai vista. Spesso letta, però, ed apprezzata. Perché non s’accontenta di sfogare l’insoddisfazione, talora la rabbia, no: si documenta, studia, approfondisce, e leggendola s’imparano cose che si credeva di sapere. Segue passo passo la nostra vita nazionale, non se ne fa sfuggire una, ed arriva puntuale con una stilettata. In un mercato funzionante, in una democrazia sana, ad una così dovrebbero dire: la prego, sia più breve, ma le pubblichiamo tutto. Da noi le cose funzionano diversamente ed il suo pubblico, del quale faccio parte, può apprezzarla grazie ad internet. Non è il segno di una sua insufficienza, è, semmai, un sintomo di morte del giornalismo “ufficiale”. Rileggere questi interventi, adesso che li ha raccolti in un unico contenitore, serve a capire che nulla di quanto ci affligge è frutto del destino o della malasorte, che tutto (o quasi) poteva essere evitato, se solo i cittadini italiani avessero la metà della passione civile e della volontà d’impegno che qui si dimostrano. La cosa più bella degli scritti, infatti, è proprio la voglia d’affermare che il destino è nelle nostre mani, che i primi a far del male sono i cittadini che attendono dagli altri il bene. La classe politica, sempre più povera d’idee ed umanamente popolata da terze e quarte file, gode del disimpegno, così come prospera sul malumore che si limita all’invettiva, ma può colare a picco se incontra oppositori veri e forti. In una democrazia la classe politica è sempre riflesso della società che l’esprime. Ma una democrazia s’ammala quando la propria classe dirigente non sa essere in nulla migliore, quando si limita a riprodurre ed amplificare i malanni morali collettivi. La furbizia di chi crede si possa chiedere agli altri di pagare le tasse nel mentre s’evita di farlo in proprio. La doppia morale di chi decanta la sacralità della famiglia e contemporaneamente ne tiene in piedi due o tre. Il supporre che le regole servono agli altri, mentre ciascuno di noi è nato eccezione. Il piagnucolare se scoperti, credendo che l’assumersi le proprie responsabilità sia l’ultima opzione possibile. Il tutto per non avere il coraggio di sostenere le regole della libertà e della responsabilità personali, per non avere il coraggio di rompere i luoghi comuni e le verità ipocrite. Quando la classe politica diviene così spaventevolmente il riflesso del peggio, la via d’uscita va cercata altrove. Per questo si legge volentieri Barbara Di Salvo, perché è la dimostrazione che nel Paese ci sono persone di gran lunga migliori, più preparate e responsabili, di questa classe dirigente (non solo politica, intendiamoci). Sperare che crescano, che la loro voce sia sempre più udibile, è il migliore augurio che possiamo fare a noi stessi.



INTRODUZIONE


È cominciato tutto per uno sfogo. Non ne potevo più di assistere impotente allo stravolgimento della realtà operato sistematicamente dai media, alle falsità propalate dai politici sinistri, figli della disinformazione, all’incapacità, dimostrata da larga parte dell’opposizione, di replicare in maniera adeguata e puntuale, adducendo a sostegno delle proprie ragioni fatti inoppugnabili e ragionamenti chiari e coerenti, invece che i soliti vuoti proclami. Ho sentito così il bisogno di rendere note ad una cerchia di amici le notizie che ritenevo interessanti, ma che erano rimaste sotto colpevole silenzio, cercando di spiegarle, per quanto le mie conoscenze giuridiche, arricchite da una continua ricerca, mi permettevano. Mi sono resa conto, infatti, che gli italiani sono trattati con supponenza e paternalismo da una classe politica e intellettuale presuntuosa, che pretende di farci accettare una legge, una riforma o una linea governativa, con un atto di pura fede di stampo calcistico, senza chiarircene in alcun modo i presupposti, gli antefatti, le prevedibili conseguenze, le motivazioni. Sono nati così i miei papielli, proprio con l’intento di fornire ai miei lettori gli strumenti per analizzare con la propria testa l’attualità politica, alla luce non solo delle mie opinioni di parte, che non ho l’ipocrisia di nascondere, ma di argomentazioni basate su fatti e dati oggettivi, sul quadro normativo in cui si andavano ad inserire e, soprattutto, sulla logica. Resto convinta, infatti, che una democrazia non possa dirsi realmente tale se a tutti i cittadini non viene garantita la possibilità di conoscere e capire quanto stia realmente accadendo e la portata delle scelte fatte dai propri governanti. Per questo motivo, pur essendo dichiaratamente di destra, non ho mai avuto intenti propagandistici né mi sono rivolta solo ai lettori di uguali idee politiche, ma ho sempre indirizzato i miei scritti a tutti coloro che, pur in chiaro disaccordo con me, sia a destra che a sinistra, avessero davvero interesse ad approfondire gli argomenti che ho trattato, a confrontarsi con un punto di vista diverso, senza farsi accecare dalle ideologie, ragionando con la propria logica e non con quella di partito. È così che, per i misteri affascinanti della rete, le e-mail con la Notizia del giorno, che quasi quotidianamente inviavo a pochi conoscenti, hanno cominciato a circolare nei computer di non so quanti sconosciuti e ad essere apprezzate, molto più di quanto potessi immaginare. Su suggerimento di questi primi lettori è nata, quindi, l’idea di creare un blog (www.barbaradi.splinder.com) dove pubblicare i miei papielli, permettendo così a un numero di navigatori, con mio grande stupore, sempre crescente di leggere e commentare tutto ciò che ho scritto. È con lo stesso spirito ed il medesimo intento che oggi ho deciso di raccogliere in questo libro gli scritti più significativi e che, esulando dalla stretta attualità, possono essere utili a chiunque abbia voglia di conoscere qualcosa di più della politica e parteciparvi attivamente. Sono dell’idea, d’altronde, che la critica severa che oggi riceve la nostra classe politica e dirigente, la “casta”, se circostanziata e motivata, non sia affatto antipolitica, ma l’espressione legittima del desiderio sempre crescente degli italiani di riprendere in mano le redini del proprio presente e del proprio futuro. Se la politica è, infatti, l’arte di governare una società, un popolo, una nazione, il suo fine ultimo deve essere il soddisfacimento degli interessi dei cittadini. Il vero antipolitico è, quindi, colui che agisce in contrasto con quegli interessi, che danneggia i cittadini, che non si preoccupa del loro benessere e di quello dei loro figli.
Ebbene, gli antipolitici, oggi come oggi, sono a palazzo oppure nelle piazze? Mi auguro che questo libro possa aiutarvi a trovare qualche risposta.

Il libro in formato cartaceo si può trovare su
http://www.lulu.com/content/1469655

1 commento:

Bibbi ha detto...

Salve ragazzi e complimenti per l'iniziativa. Sono mesi che anche noi del circolo Nova Urbis di Roma stiamo sottoponendo ai coordinatori personalità preparate come l'amatissima Barbara. A tale proposito abbiamo anche organizzato un incontro con Giacalone qui a Roma il 23 febbraio presso la sede generale.
http://grandebugia.splinder.com/post/15954220/Dibattito+sulla+Malagiustizia
Facciamo sentire a tutti dove risiede il "nuovo".
Un abraccio
Andrea