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sabato 25 luglio 2009

DIARIO dagli States - 24 Luglio 2009


Se c’e’ una cosa che gli abitanti di Pensacola non conoscono affatto: e’ il traffico ed il caos connesso ad esso. Le strade sono larghissime e, in molti casi, addirittura a tre o quattro corsie. I semafori, a causa della grande larghezza delle carreggiate, sono appoggiati su grandi tubi circolari, che partono da una estremità ed arrivano a coprire tutta la carreggiata, che in alcuni casi addirittura supera i 30 mt.. Il sistema di semafori è ovviamente impeccabile, non solo nel senso che gli stessi sono rispettati in maniera rigorosa dai tutti i guidatori, ma anche nel senso che essi – come purtroppo spesso accade dalle nostre parti - non aggravano la circolazione, ma anzi la migliorano in maniera sensibile.
Anche i limiti di velocità sono rispettati all’inverosimile ed il limite massimo e’ di 55 miglia all’ora. D’altronde, in alcuni stati negli States, per una eccessiva violazione dei limiti citati si rischia la galera. Non esistono rotatorie o altri sistemi infernali, che paralizzano il traffico. Anzi, per le svolte a destra o a sinistra, anche in caso di semaforo rosso, vi e’ un sistema molto all’avanguardia che vale la pena di sperimentare. Praticamente, se io arrivo ad un incrocio, ed anche se ho il semaforo rosso, posso comunque girare alla mia destra, se da sinistra non arriva nessuno. In questa zona dell’America non esistono ferrovie ed i pochi autobus che si vedono, utilizzano, per il trasporto delle biciclette, una metodologia simpatica, ovvero posizionano le stesse proprio davanti al muso dell’autobus.
Qui non esistono i Vigili Urbani e la cosa che più impressiona è che incredibilmente non se ne sente la mancanza. E’ pur vero che la densità demografica non sfiora nemmeno quella di città come Castellammare, ma una cosa è evidente: le strade sono larghe e ben tenute, già costruire con una previsione di sviluppo e poi i cittadini rispettano il codice della strada, senza trovare escamotage di sorta. La Polizia e i “posti di blocco” non se ne vedano. La polizia locale e’ rappresentata dallo Sceriffo, il quale controlla anche la velocità delle vettura con una potente pistola laser, che non è altro che una sorta di autovelox manuale. E nel caso in cui un guidatore conduce la sua marcia con una velocità superiore a quella consentita, lo sceriffo lo segue e appena avvicinatosi al trasgressore, con un squillo di sirene gli indica di fermarsi.
E guai a chiedere un “occhio di riguardo” in nome di una presunta carica istituzionale o sociale che si possiede. Per questi ultimi, addirittura una norma del Codice Stradale americano prevede un aggravamento delle sanzioni pecuniarie, perché costoro, ponendo in essere la violazione, non sono stati di esempio per gli altri. Ebbene, questa è davvero una trovata geniale, che dovrebbe essere esportata anche in Italia. Perché, è inutile perdere tempo in appelli alla correttezza stradale ed al rispetto delle regole, se spesso poi sono proprio alcuni esponenti delle istituzioni e dell’alta società a farsi sorprendere dalla cittadinanza “in fragranza di violazione”.
Guai anche a sottovalutare il problema perché, amio avviso,sulla questione del traffico e del caos ad esso connesso, che si vive nella città di Castellammare e in tutta la provincia di Napoli, dove le regole del Codice della Strada spesso lasciano il posto ad inaccettabili usanze tribali, è in gioco la credibilità della nostra civilità e della nostra cultura. Negli Usa hanno capito che il progresso passa necessariamente attraverso un rispetto delle regole, che sono imposte, come dicevano i giusnaturalismi, per evitare la legge del più forte. Dalle nostre parti, invece, v’è la legge del più “furbo”, che forse è ancora peggio di quella del “più forte”. Perché, almeno, nella legge del più forte vi sarebbe una regola da rispettare, ovvero quella imposta dal più forte, invece nella legge del più furbo v’è solo anarchia generalizzata.
Ricordo su questo argomento un progetto che lanciammo, nella scuola dove insegno (ITG Vitruvio), qualche anno scorso. Il progetto si chiamava “STRADE AMARE, strade da amare” e vi parteciparono magistrati, avvocati, i Carabinieri, la polizia ed altri esponenti della società locale. Fu un grande esperienza che culminò con una serata finale, dove intervennero Alessio Tavecchio e il Capitano dei Carabinieri Giuseppe Mari. Il primo, è un ragazzo di Modena davvero eccezionale, che è divenuto paraplegico a causa di un incidente con la moto e da allora gira tutte le scuole di Italia per sensibilizzare gli alunni sulla sicurezza stradale. Il secondo è il papà di Catello Mari, un calciatore della Cavese (che nel cassetto aveva anche un contratto importante con una squadra di serie A), che morì in un incidente stradale nel meglio della giovinezza.
Ricordo che, dopo le due testimonianze offerte dai medesimi, molti ragazzi piangevano commossi e pure noi docenti non nascondo che eravamo emozionati all’inverosimile. Tanto che ancora ora, nello scrivere di quell’evento, mi emoziono nel ricordo. Ricordo poi che, dopo un mese dalla chiususra del progetto, lessi un articolo del Roma, dove si diceva che secondo le statistiche fornite dal Prefettura in quel periodo i ragazzi stabiesi erano diventati molto più disciplinati dei più grandi. Ebbene, mi piace pensare che una piccola percentuale di quel risultato fu dovuta al passaparola nato a seguito del nostro progetto sull’Educazione Stradale, che fu una esperienza davvero impressionante, che però non è mai stata più ripetuta.
Personalmente, ho sempre sostenuto che se vogliamo che i cittadini rispettino le regole della strada dobbiamo innanzitutto far comprendere loro la giustezza delle norme, perché la repressione non solo è dispendiosa da porre in essere, ma alla lunga stanca e non è efficace. Allo stato attuale, nessuno mai sarà in grado di sistemare un vigile ad ogni angolo di strada. Non ci sono i fondi per fare ciò e forse nemmeno i vigili per coprire tutti gli angoli delle strade.
L’amministrazione comunale che verrà, dovrà puntare necessaiamente sull’educazione stradale nelle scuole e in progetti di recupero per chi viene colto in ripetute violazioni stradali. Quest’ultima idea potrebbe essere posta in essere proprio con una ordinanza sindacale, che imponga un multa salata a chi viola alcune prescrizioni stradali imposte a tutela dell’immagine della città. Gli indisciplinati che verrebbero in tal modo sanzionati, poi, avrebbero due scelte: o pagano la multa salata o frequentano un corso di educazione stradale, fatto però in maniera seria e utile.
Oltre a questa, comunque, sono tante le iniziative da porre in essere sull’argomento e solo una cosa finora è certa: continuare come ora, dove spesso gli amministratori locali, di fronte a tanta indisciplinatezza stradale, fanno finta di niente e si girano dall’altra parte, costitiusce un vero e proprio omicidio della nostra cultura e della nostra civilità.

Antonio Sicignano – from Pensacola (Florida)






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