Anche su:
Vedi i nostri video su YoutubeContattaci su Facebook

martedì 24 novembre 2009

Il discorso tenuto da Antonio Sicignano oggi in Consilgio Comunale sulla privatizzazione Terme



Sig. Presidente – Signori Consiglieri – Sig. Sindaco.

Vi confesso che uno dei motivi che mi ha spinto ad accettare la carica di consigliere comunale, in surroga alla consigliera Ida Scarpato, è stato il grande desiderio di essere qui stasera a dare il mio contributo nella discussione che questo Consiglio Comunale affronterà sulla privatizzazione delle Terme di Stabia.

***
Ci volevo essere, perché, come la stragrande maggioranza dei colleghi Consiglieri sa, quasi dieci anni fa, sono stato membro del c.d.a. delle Terme di Stabia.
Lo sono stato per 2 anni e poi mi sono dimesso a metà mandato, in costanza delle elezioni amministrative del 2002, dove poi optai per l’incarico di consigliere comunale.
Potevo continuare nel mio incarico sulle Terme e magari avrei potuto rinunciare a quel mandato di Consigliere Comunale, che già sapevo essere in bilico, a causa di una complicata legge sulle ineleggibilità, che, da lì a poco vi vide escluso dall’assise cittadina.
Ma, a prescindere dalle elezioni comunali, avevo già preso la decisione di dimettermi dalle Terme.
Lo avevo già deciso da alcuni mesi, ovvero da quando, dopo gli ennesimi scontri con la Presidenza delle Terme, orami rivestivo solo funzioni formali di ordinaria amministrazione.
E lo avevo deciso perché oramai, nell’azienda, era noto a tutti il forte contrasto esistente tra la mia posizione e quella della Presidenza della Terme, che era poi condivisa in toto dal Sindaco Catello Politom che rappresentava il socio di maggioranza.
Contrasti dovuti esclusivamente alle modalità in cui veniva gestita l’azienda, e mi riferisco alla mia nota opposizione al centro benessere, agli incarichi milionari dati alla società Dedalo ed altre vicende, che mi spinsero poi anche a non votare per l’approvazione del bilancio.
Le mie posizioni erano oramai divenute inconciliabili con quelle della maggioranza degli amministratori, e proprio perché minoritarie, mi avevano già suggerito di dimettermi, affinché quello che rimaneva dell’azienda non fosse ulteriormente compromesso da una spaccatura insanabile presente nel c.d.a. tra me e la presidenza delle Terme
Poi, purtroppo oggi i fatti mi hanno dato ragione, considerato che tutti quei progetti a cui mi opposi si sono dimostrati inconcludenti e dannosi per l’azienda e quelli che invece proposi sicuramente sarebbero stati utili.
Ma, non ci voleva uno scienziato, e né tantomeno il potere di Cassandra, per capire che, con quell’andazzo, non si sarebbe arrivato lontano.
Le Terme sono una azienda a cui sono state impartite dalle precedenti amministrazioni comuniste solo indirizzi di clientelismo e di ammortizzatore sociale.
Dico questo, assumendomi ogni responsabilità, avendo – come ho già detto – adottato ogni comportamento, affinché tale indirizzo fosse abbandonato.
Ma non era semplice.
Ricordo solo che il più bel ricordo che conservo da quell’esperienza è una missiva, che alcuni esponenti politici - che in precedenza avevano suggerito il mio nome per l’incarico di amministratore - alcuni mesi dopo, inviarono al Presidente delle Terme.
Dicevano che il sottoscritto non rappresentava più le loro istanze e che sedeva nel c.d.a a titolo personale.
Avevano ragione e poco dopo se ne accorsero tutti.
Pure il Presidente che, una volta, stanco delle mie continue opposizionei, davanti a tutte le rappresentanze sindacali, disse “andrò personalmente dal Sindaco per far cacciare il consigliere Sicignano”.
E’ tutto documentato.
Quando ricordo quel periodo dico che è stata la prima volta in cui nel c.d.a. delle terme c’è stato un consigliere di opposizione.
Una esperienza che, in fondo, il prossimo sindaco ritengo debba riprovare, dando la possibilità anche all’opposizione di nominare suoi controllori nel c.d.a. delle partecipate. Io, almeno, lo farei!
Comunque, la mia non fu solo opposizione distruttiva ma costruttiva.
Per risanare l’azienda presentai anche iniziative di marketing commerciale che andavano nella direzione del risanamento della struttura termale. Come non ricordare, la Casa della Farfalle – come non ricordare la proposta sulla gestione.
Era noto a tutti, che non vi era un riscontro immediato tra i reparti che incassavano soldi con l’ufficio contabilità. La cosa incredibile era che solo a fine giornata si sapeva quanto era stato incassato e spesso mancavano anche certezze in tal senso. E per ultimo, come non ricordare la proposta sulla sicurezza delle sorgenti.
Ma questo è un altro discorso!
Quello che voglio dire è che, al contrario di quanto pensa qualche autore di qualche “pizzino mediatico”, il sottoscritto non ha nessun timore e nessuna preoccupazione a parlare delle Terme di Stabia.
Io considero le Terme come un anziano genitore malato, che, solo perché claudicante, non cerco di tenere nascosto e non cerco in ogni modo di dimenticarlo o di liberarmene.
Io le Terme le voglio curare e voglio che se ne parli e chi ha intenzioni persecutorie può spulciare tutti gli archivi che vuole. Contro di me non troverà mai niente!
Nella lunga storia delle Terme sono stato forse l’unico consigliere a votare contro il bilancio, ad avere il coraggio di oppormi a proposte di gestione assurde, a presentare progetti alternativi, ad organizzare una fronda contro la Presidenza e contro un modo di gestione inconcepibile, a segnalare vicende poco chiare agli organi competenti, e forse anche l’unico a dimettermi a conclusione di questo ciclo.
Certo di consiglieri illustri ce ne sono stati tanti, e tra tutti, ricordo anche l’on. Tonino Scala, che alcuni anni dopo di me è stato consigliere della Sint, ma la mia storia è un’altra.

***
Detto questo, entro nel merito della discussione. Ovvero della privatizzazione delle terme.
Il primo tentativo di ricavare una rendita dall’utilizzo delle acque minerali risale alla seduta del 13 gennaio 1820 che il Decurionato, presieduto dal secondo eletto Giovanni Longobardi , per impedimento del Sindaco Catello Giordano.
Poi, nella seduta dell’ 11 luglio del 1870 il consiglio comunale di Castellammare di Stabia presieduto da Francesco De Angelis, votò all’unanimità un o.d.g. di cedere all’industria privata la gestione delle terme.
Alla richiesta ci fù una sola proposta presentata da una società Romana , con un progetto intitolato “ L’Eden di Stabia”.
Nel 1880 vi fù un altro bando a firma del Sindaco di allora Cav. Nicola Scherillo di cedere in fitto il sito delle acque minerali e il casino di Quisisana.
Ma veniamo ai giorni nostri.

***
Ho letto e riletto, insieme ad alcuni esperti in Economia aziendale del Circolo della Libertà la Bozza di discussione elaborata dalla società Deloitte in merito alla privatizzazione delle Terme.
Vi dico subito che l’elaborato è stato trovato estremamente superficiale e contradditorio, tanto che non è stato possibile individuare i punti cardini su cui si fonda la privatizzazione.
Prima però di addentrarmi nei dettami tecnici, ritengo doveroso gridare con forza che è davvero ridicola la storia “del bottone rosso”, che il nuovo consiglio comunale può schiacciare nel caso in cui vuole bloccare il processo in atto.
Ciò non corrisponde al vero, perché il prossimo consiglio potrà mai essere libero di bloccare il processo di privatizzazione.
Perché se facesse ciò, per pure motivazioni politiche, esporrebbe il comune a grosse pretese risarcitorie e ad interventi della Corte dei Conti.
Quindi diciamo la verità: la privatizzazione delle Terme è solo l’ultimo atto che questa amministrazione vuole fare, a conclusione di un ciclo disastroso.
E’ inaccettabile questa corsa all’approvazione delle linee di privatizzazione, che la maggioranza sta ponendo in essere a fine legislatura; io non riesco a comprendere il motivo per cui non si attribuisca tale onere a coloro che governeranno la città nei prossimi 5 anni; che poi sono coloro che subiranno gli effetti di tali scelte.

***
Detto ciò passiamo alle questioni tecniche.
Infatti, non si comprende, se il nuovo socio parteciperà alla privatizzazione della società Terme di Stabia acquistando il 70% del capitale di S.I.N.T. (società che attualmente detiene il 98,1% delle quote azionarie di terme di stabia).
Non si comprende se al nuovo socio verrà riconosciuta una concessione alla gestione del patrimonio immobiliare detenuto attualmente da Terme di Stabia, per un periodo di 25 anni rinnovabili per altri 25 anni con una procedura semplificata, o meno?
Se si tratta di concessione, come sembra di capire (tanto che a pag. 17 delle linee guide, capitolo “Aspetti chiave” viene evidenziato che la concessione avrà la durata di 25 anni + 25 anni), quale sarà il corrispettivo della concessione che il socio privato dovrà versare a S.I.N.T.?
Alla scadenza del periodo di concessione il partner privato resta proprietario del 70% delle quote societarie di Terme di Stabia non avendo più la gestione dei beni? O sarà obbligato a rivendere alla S.I.N.T. le quote azionarie, e in tal caso a che valore?
La delibera consiliare del aveva previsto un termine massino di 30 anni per la gestione. Le linee guide, senza tener conto di quanto ha deliberato il Consiglio Comunale, ha allungato il periodo a 25 anni + 25 anni.
Alla scadenza della concessione il privato è tenuto alla restituzione dei beni nel medesimo stato in cui li ha ricevuti? E durante il periodo di gestione i lavori di manutenzione straordinari, che eventualmente si dovessero eseguire sui beni oggetto di gestione, a carico di chi sono posti?
Attualmente la gestione del complesso dei beni da parte di Terme di Stabia prevede il riconoscimento di un canone di fitto alla società S.I.N.T. Con l’ingresso del nuovo socio nel capitale delle Terme di Stabia il contratto di fitto dei beni immobiliari sarà rinnovato per un periodo pari alla scadenza del periodo di gestione? E quale sarà l’importo?
Le linee guide,redatte da Deloitte, non citano se saranno apportate modifiche alla Statuto della società al fine di attribuire alle azioni di nuova sottoscrizione diritti diversi ai sensi dell’art. 2348 c.c. al fine di tenere indenne i soci pubblici dalle perdite di gestione.
Come pure che gli aumenti di capitale potranno essere deliberati con il voto unanime degli azionisti.
Altra considerazione vale per Villa Ersilia. Dalle linee guida, si comprende che la struttura farà parte del compendio immobiliare della gestione per 25 anni + 25 anni.
Chi pagherà le spese del laboratorio fisico-chimico delle acque. Gli ingressi del parco saranno in comune con gli addetti del centro? Il contratto di comodato in favore del comune, che fine farà?
In allegato alle linee guide, non doveva essere redatto un patto di sindacato di voto e di blocco. Cosiddetti patti parasociali? Da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale insieme alle linee guide ?
La demolizione e ricostruzione della struttura alberghiera dell’Hotel delle Terme per un importo stimato di 13.958.964 euro e la nuova sistemazione del centro di riabilitazione per un importo di 4.300.000 euro avverrà con un presunto protocollo aggiuntivo ai fondi PIU Europa, non ancora definito e non ancora approvato.
Nel caso in cui, si compie la privatizzazione entro il mese di luglio e non vengono concessi i finanziamenti di cui al protocollo aggiuntivo, cosa succede? Salta la privatizzazione o sarà il socio privato ad accollarsi tale onere?
Secondo il protocollo aggiuntivo, il progetto dell’Hotel delle Terme deve essere definitivo entro il 30.11.2009. Si riesce a rispettare tale data?
L’incarico della demolizione e progettazione dell’Hotel delle Terme per l’importo di circa 14 milioni di euro viene concesso a trattativa privata?
A pag. 20 capitolo “Invito a Manifestare” delle linee guide redatto da Deloitte, emerge erroneamente per non dire altro termine, che al privato competerà la rifunzionalizzazione della struttura Hotel delle Terme, gli impianti e gli arredi. Nel progetto in fase di realizzazione per l’importo di circa 14 milioni di euro, sono compresi anche tutti gli impianti necssari alla funzionalità dell’Hotel.
Come pure, si nota lo stesso errore, a pag. 19 dello stesso capitolo, per le Antiche Terme. Infatti, viene scritto che a carico del privato rimarranno gli investimenti legati al completamento del complesso, agli impianti e arredi.
Il terzo lotto dell’importo di euro 4.139.120,04 che prevede anche la realizzazione di impianti sarà finanziato con fondi PIU Europa,facente parte del finanziamento che è stato accreditato al comune per 28.721.939,87.
Come pure, nessuna citazione viene fatta nelle linee guide di un importante ristorante da realizzare nelle Antiche Terme.
Quello che oggi si pone sul mercato, è un piatto molto succulento, ovvero:
-Terme Antiche totalmente ristrutturate e comprensive di un importante ristorante e dell’hammam –spazio di interculturalità . importi investiti e da investire :
I Lotto euro
II Lotto euro
III Lotto euro 4.300.000,00
Spazio intercilturalità euro 1.500.000,00
Totale euro

Terme del Solaro:
Reparto di fangoterapia euro
Villa Ersilia euro 1.300.000,00 circa
Reparto Riabilitativo euro 4.300.000,00
Hotel delle Terme euro 13.958.964,00

Imbottigliamento Acqua della Madonna.

Non voglio in nessun modo, ascoltare quello che si dice in città della probabile cordata di imprenditori chi comprerà le Terme. Perché una gestione di 50 anni è paragonata ad una vendita: immaginiamo per un attimo, quanto il complesso verrà restituito alla città in che stato di usura sarà. Sicuramente occorrerà demolirlo e ricostruirlo.
Certo è che trovo molto singolare che nei tre requisiti per partecipare alla manifestazione di interesse sia stato inserito anche quello di comprovata esperienza nel settore sanitario. Come pure trovo molto singoloare e irrituale che una eventuali ATI che volesse partecipare alla manifestazione di interesse il capitale sociale sarà uguale a quello della singola impresa e l’impresa capofila almeno il 50%. E’ prassi consolidata aumentare il capitale sociale per le Assocciazioni di Imprese almeno il doppio se non il triplo di quello privisto per le singole imprese.
Ritengo doveroso per scongiurare una forte speculazione che potrebbe nascere, inserire nel bando di privatizzazione che il requisito di possedere una comprivata esperienza nella gestione di strutture termali e centri di benessere sia posto come paletto insostituibile.
Per concludere, ritengo che le linee guide per la privatizzazione delle Terme di Stabia redatte dalla società Deloitte, devono essere immediatamente sospese da questo Consiglio comunale per carenza di chiarezza. Non si può approvare una delibera consiliare che privatizza un immenso patrimonio, senza sapere:
Se si tratta di una privatizzazione mediante vendita di quote azionarie o di una concessione?
Se i finanziamenti del protocollo aggiuntivo saranno concessi? In caso negativo cosa succederà?
Quale sarà il corrispettivo che entrerà nelle casse del Comune?
Quale sarà l’impegno economico che il privato investirà nella struttura? Sarà pari a quello che il Comune ha investito e che sta investendo?
Sarà posto come paletto insostituibile il requisito di comprovata esperienza nella gestione di strutture termali e centri di benessere? O ci troveremo un partner o una asociazioni di imprese che hanno solo esperienze nel campo sanitario e alberghiero.
Perché non è stato presentato insieme alle linee guide per la privatizzazione delle Terme di Stabia Spa il patto di sindacato di voto e di blocco. Da chi sarà nominato il presidente del Collegio Sindacale? Organo demandato al controllo della gestione?
Caro Sindaco, errori di questo genere già sono stati compiuti. Il Craw Plaza è un esempio. Doveva risolvere insieme a Marina di Stabia il problema della disoccupazione di Castellammare. L’albergo di Pozzano non è mai decollato.Anzi, è stato frazionato in un’altra attività. La spiaggia cosidetta del frantoio che doveva essere di pertinenza dell’Albergo è stata concessa ad un privato e quindi frazionata dalla struttura ricettiva. Il Porto Turistico è inaccessibile agli stabiesi.
Per questo motivo ritengo, che il requisito di comprovata esperienza nella gestione di strutture termali e centri di benessere sia un paletto insostituibile. Questo per evitare una lottizzazione mascherata da una leggittima ATI, che porterà l’Hotel delle Terme a fare ricevimenti nuzziali, il centro benessere gestito lontano dalla mentalità termale, come pure l’appettibile reparto riabilitativo e per concludere adibire le Antiche Terme a ristorante.
Sig. Sindaco, Signori Consiglieri, francamente non so se è stato giusto finanziare con ingenti importi provenienti dai fondi PIU Europa alcune strutture del complesso Terme di Stabia. Perchè leggendo il Protocollo D’Intesa tra Regione Campania e Comune di Castellammare di Stabia, emerge che”il documento di programmazione Fers 2007-2013, approvato dalla Commisione europea con decisione n. C 4265 del 11settembre 2007, prevede, nell’Asse VI, quale priorità, l’innalzamento della qualità della vita nelle città, indicando tra le sue attività specifici “Piani Integrati di sviluppo urbano” nelle città medie, da perseguirsi attraverso una forte integrazione delle politiche urbane con quelle per l’inclusione ed il benessere sociale e per la legalità e sicurezza. Francamente non riesco a comprendere come possa avvenire questa integrazione e quseto benessere sociale. Forse l’unico benessere che lo avranno i nuovi soci delle Terme di Stabia.
E per ultimo, mi spaventa Sig. Sindaco il suo politicamente corretto. Che a giustificazione di una improvvisa e inconsueta accellerata di privatizzare il complesso Terme di Stabia, in virtù anche dei noti fatti di cronaca, trova come al solito la pezza a colore, nel sostenere che il piano prevede un pulsante rosso. Ovvero, la prossima amministrazione, avrà la facoltà di sospendere la privatizzazione in ogni momento. Però non ha detto, che premere il pulsante rosso, costerà alle casse del comune circa 150.000 euro se non 300.000 e qualche causa di risarcimento danni. Questo è il modo di come vengono concepiti i soldi dei contribuenti di Castellammre di Stabia da parte della Sua Amministrazione. Non era più giusto, visto che a breve si vota il rinnovo di questo consiglio comunale, sospendere l’iter della privatizzazione, e dare la possibilità alla nuova Aministarzione di elaborare un nuovo piano di Privatizzazione diverso da questo?
Io sono convinto. Anzi sono sicuro, che la prossima Amministrazione boccierà con un zero in condotta questa privatizzazione. Ma nel frattempo sono stati buttati al vento altri 150.000 euro quale compenso alla Deloitte.

Nessun commento: