Anche su:
Vedi i nostri video su YoutubeContattaci su Facebook

domenica 22 novembre 2009

In una sala gremita del palazzetto del Mare, la presentazione del Libro di don Beniamino



Sicignano (Pdl): ««In un momento così delicato per la vita politica cittadina vedere tanta gente che partecipa in maniera così animata, alcuni addirittura in piedi, ad una presentazione di un libro sulla proprietà privata è motivo di orgoglio ed incoraggiamento»

CASTELLAMMARE DI STABIA. Si è tenuto in una sala gremita del Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia la presentazione del libro ”Note sulla proprietà privata” di don Beniamino Di Martino. «In un momento così delicato per la vita politica cittadina – ha spiegato Antonio Sicignano, consigliere comunale del Pdl e vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania – vedere tanta gente che partecipa in maniera così animata, alcuni addirittura in piedi, ad una presentazione di un libro sulla proprietà privata è motivo di orgoglio ed incoraggiamento. Dobbiamo cambiare Castellammare – aggiunge – e lo dobbiamo fare partendo dalla tutela della proprietà privata. La prima cosa che dovrà fare la prossima amministrazione è tutelare il diritto dei soci delle cooperative stabiesi ed evitare gli errori del passato».
Dopo un saluto dell’assessore allo Sport ed ai giovani del Comune di Gragnano, il campione olimpico Salvatore Amitrano, che ha voluto ricordare l’attenzione della sua amministrazione per i temi oggetto del convegno, è stato il turno dell’On. Pietro Diodato, consigliere regionale e vicecapogruppo del Pdl in consiglio regionale. Lungo ed articolato il suo intervento, finalizzato ad esaltare i concetti della proprietà nell’umanesimo cristiano, a partire da Papa Giovanni Paolo II, passando dagli attacchi delle dottrine comuniste, fino ai discorsi del giovane teologo Joseph Alois Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI.
In conclusione l’intervento dell’autore, don Beniamino Di Martino. «La proprietà e la libertà sono inseparabili – ha spiegato don Beniamino – ogni riduzione della proprietà comporta un’inesorabile limitazione della libertà dell’uomo. Sia chi ha attentato all’istituto della proprietà, sia chi l’ha difeso, hanno avuto in comune la consapevolezza della connessione di questo istituto con la libertà»

Nessun commento: