
Ammonta a oltre seicentomila euro il capitale che ogni anno i cittadini di Castellammare pagano in stipendi, rimborsi spese e gettoni di presenza a sindaco, assessori e consiglieri comunali. Questi sono i costi della politica nella città delle acque, una cifra che vede in cima alla lista dei politici in busta paga del Comune il sindaco Salvatore Vozza, ex parlamentare, con un salario mensile pari a circa 3mila euro netti. Ai dieci collaboratori di giunta, invece, il compenso si attesta intorno ai 1800 euro al mese, una cifra conferita interamente agli assessori disoccupati o professionisti, diversamente, viene ridotta del 50 per cento a coloro che hanno un rapporto da lavoratore dipendente con un’azienda privata o un ente. Più complicato, invece, è il conteggio del rimborso erogato ai trenta consiglieri comunali. Che appartengano a partiti di maggioranza o di opposizione, questi ultimi ricevono un rimborso, detto «gettone», pari a 35 euro netti per ogni presenza registrata in Consiglio comunale o nell’ambito delle commissioni consiliari. Ogni consigliere è obbligato ad accumulare almeno 24 presenze mensili per un totale di circa 900 euro. Ovviamente non esiste un limite massimo di partecipazione alle commissioni. Infine, attorno all’amministrazione in carica, così come avveniva anche in passato, orbitano anche altri costi come l’auto blu di rappresentanza, un’Alfa 166 gestita da un’agente di polizia municipale, il rimborso spese allo staff del primo cittadino e le consulenze affidate a personale esterno dai vari assessori. Nella vicina Gragnano, invece, il quadro dei costi della politica è meno oneroso per le tasche dei contribuenti, in quanto la città, contando meno di 30mila abitanti, ha diritto a un numero inferiore di amministratori pubblici. Una differenza che si registra già in Consiglio comunale, composto da 20 rappresentanti del popolo, a cui viene elargito un gettone di 25 euro. Una condizione che riguarda anche i sei assessori della giunta guidata dal sindaco Michele Serrapica, a cui spettano 950 euro mensili, ridotti del 50 per cento ai lavoratori dipendenti. In cima alla lista si attesta il primo cittadino, con circa 2400 euro netti mensili. Auto di rappresentanza, utilizzata a turno da sindaco e assessori, è un’Alfa 166 con alla guida un dipendente comunale, mentre per lo staff personale il sindaco non è ricorso a personale esterno ma si è avvalso di dipendenti dell’ente. È di 3098,74 euro lo stipendio lordo mensile percepito dal sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino. Una volta detratte le tasse e le imposte la cifra diminuisce di circa il 35 per cento per arrivare intorno ai 2100 euro. «Si tratta – spiegano dal Comune -, dell’indennità minima mensile prevista dalla legge per i Comuni oltre i 15mila abitanti». Anche gli assessori percepiscono il minimo di legge, ossia 1307,98 euro, pari al 45 per cento dello stipendio del sindaco. Leggermente maggiore la cifra incassata mensilmente dal vicesindaco, ossia 1598,64 euro lordi, che rappresenta il 55 per cento di quanto percepisce il primo cittadino. A Sorrento, inoltre, i 7 componenti la Giunta si dividono le cifre previste dal regolamento comunale per 6 assessori. Insomma paghi 6 prendi 7. Il presidente del Consiglio comunale, invece, ha uno stipendio lordo mensile pari a 1394,44 euro mensili lordi. Per i singoli consiglieri comunali previsto solo il gettone di presenza per le riunioni del civico consesso, fissato dalla normativa in 19,99 euro lordi a seduta. Nessun compenso è, invece, previsto per i componenti le varie commissioni comunali. A Pompei il sindaco percepisce un'indennità mensile netta di 2.200 euro. Per gli assessori, invece, il compenso scende a 1.100 euro per i liberi professionisti. Agli assessori dipendenti spetta, invece, un magro stipendio di 530 euro. Gli assessori in carica al comune di Pompei sono sei. Idem per il presidente del Consiglio comunale. È di ventitré euro il valore del gettone di presenza che spetta ai venti consiglieri comunali che in un mese, tra incarichi nelle commissioni consiliari e le partecipazioni ai consigli comunali, percepiscono fino ad un massimo di 150 euro. Le auto blu in dotazione al sindaco, alla giunta e ai consiglieri sono due. Le spese per le auto blu variano tra i cento e i 500 euro mensili. Lo stipendio dell'autista non grava sulle spese della politica in quanto è già un dipendente comunale. Il primo cittadino Claudio D'Alessio precisa che il suo stipendio lo impegna mensilmente per ricariche telefoniche, «visto che utilizzo spesso il cellulare personale per fare telefonate inerenti alla carica politica che ricopro», in caffè durante gli incontri nella sala comunale e in cene politiche.
tratto da: "ILMATTINO" 11/10/2007


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