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sabato 27 ottobre 2007

Una petizione per gli scavi


Una raccolta di firme per protestare contro il degrado degli Scavi di Stabia. In particolare storici, archeologi, docenti, appassionati dell’arte e semplici cittadini si sono riuniti in un comitato ed hanno deciso di scendere in campo per tutelare il grande patrimonio archeologico di Castellammare. A guidare la protesta sono il giornalista Antonio Ferrara, lo storico Pippo D’Angelo, il preside Antonio Carosella e l’archeologo Domenico Camardo. «Un’iniziativa – spiegano i promotori- dettata dalla necessità di porre rimedio alle precarie condizioni in cui sono conservate le due ville romane (Villa Arianna e Villa San Marco), e l’Antiquarium che ospita gli oggetti rinvenuti sul comprensorio stabiese. Un vasto patrimonio archeologico visitato ogni anno da numerosi studiosi e turisti ma carente di servizi, di collegamenti e di assistenza ai visitatori». I membri del comitato, inoltre, hanno dato vita al «Progetto Stabiae», ovvero un programma di gestione che partirà con la realizzazione del parco archeologico di Stabiae, con l’inserimento di Stabiae nella lista dei siti protetti dall’Unesco, accanto a Pompei, Ercolano e Oplontis, e la redazione del relativo piano di gestione, alla realizzazione di laboratori di archeologia aperti a studenti e giovani di tutto il mondo, per finire con il collegamento dell’area archeologica con la città. «La tutela di questo grande patrimonio è un obiettivo irrinunciabile – sottolinea Ferrara – stiamo raccogliendo adesioni anche attraverso internet, all’indirizzo comitatostabia@iol.it e quando avremo raccolto un numero sufficiente di adesioni allora invieremo la nostra petizione a Rutelli, Bassolino, al sindaco Vozza e al sovrintendente di Pompei Guzzo». Intanto la politica locale non rimane indifferente alle proteste della società civile e dall’opposizione Antonio Sicignano, presidente del Circolo della Libertà di Castellammare di Stabia se la prende sia con il sindaco che con il Governo centrale: «tutta la vicenda testimonia non solo l’indifferenza del governo Prodi verso le problematiche inerenti il territorio stabiese, ma soprattutto il fallimento di una amministrazione comunale che aveva promesso di rilanciare, in pochi anni, l’immagine della città ed invece sta rilanciando solo insuccessi e cattiva politica».

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