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martedì 21 luglio 2009

DIARIO dagli States - 20 luglio 2009



«Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima» così Jacques-Yves Cousteau commentava il suo amore per il mare. Come dargli torto! Oggi siamo andati sulla spiaggia di Pensacola beach. E se c’e’ un mare limpido, pulito e cristallino, sicuramente e’ questo qui. Pensacola beach e’ un posto simile a Miami, solo che l’acqua del mare è più pulita. Nella zona antistante la spiaggia ci è una grande espansione turistica e si notano diversi alberghi in costruzione sulla costa.Vi e’ uno splendido lungomare con tante palme e tanti locali.
Tutto all’insegna del divertimento. Per entrare a Pensacola beach bisogna pagare un dollaro all’ingesso e sicuramente ne vale la pena. Ma, il luogo più spettacolare, e forse più bello al mondo, e’ la riserva naturale di Pensacola beach, che occupa una parte della spiaggia di Pensacola beach. Per entrare bisogna farsi registrare e pagare una tessera del costo di 20 dollari, valevole per un anno. Si accede all’interno con le auto, seguendo una velocità, che va dalle 15 miglia/ora fino a 5 miglia/ora, quasi quasi si arriva prima se si cammina a piedi. La spiaggia della riserva e’ immensa, sembra formata da dune di neve. Sulla spiaggia e’ facile notare delle piccole aree, recitante per proteggere le uova delle tartarughe.
Ma quella che davvero è spettacolare è l’acqua del mare. Dire limpido, cristallino e’ poca cosa. Il mare e’ costituito da una secca naturale e fino a 20 mt dal bagnosciuga si tiene sempre piede. Sembra una piscina a mare aperto. L’acqua e’ molto fresca. Il sole e’ molto caldo e ci si abbronza facilmente. La refrigerazione la si ottiene nel momento in cui ti immergi in acqua. I servizi sulla spiaggia sono impeccabili. I Baywacth sempre attenti. Le docce ed il parcheggio sono impeccabili. E pensare che in questi stessi giorni nella nostra terra, in alcune zone, è stata vietata la balneazione, a causa dell’inquinamento del mare.
Ebbene, credo che la situazione attuale sia il risultato di una “storica” mancata programmazione da parte delle istituzioni locali, governate dalla sinistra, di una politica concreta tesa ad evitare l’aggravarsi dell’ inquinamento del mare napoletano. Quella che si è concretizzata finora è stata una vera e propria abdicazione alle esigenze del turismo. E’ inaccettabile che dalle nostre parti, con la crisi economica che ci siamo lasciati alle spalle, ci troviamo ancora con questi problemi, che pregiudicheranno in maniera rilevante non solo l’economia degli operatori turistici ma anche dei tanti cittadini che ora per recarsi al mare sono costretti a spostarsi fuori regione.
Il problema è che sul tema della tutela dell’ambiente dalle nostre parti si è diffuso un ambientalismo spropositato. Si fanno tante polemiche su alcune cose inutili pressoché formali e poi non si interviene quando invece c’è da fare una politica sostanziale a difesa della natura. Dovremmo prender esempio da alcune realtà americane, come Pensacola, dove è posta in essere una severa tutela dell’ambiente circostante, che è equiparato ad una vera e propria “riserva naturale”, senza adoperarsi in isterie collettive ad esempio quando, per esigenze del turismo, si decide di costruire una struttura in prossimità di una zona marina. E’ ora di adoperarsi in una politica concreta di tutela del mare, finalizzata a riscontrare tutte le cause dell’inquinamento. E’ necessario agire subito per porre rimedio agli errori compiuti finora.



Antonio Sicignano - from Pensacola (Florida)












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