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lunedì 20 luglio 2009

DIARIO dagli States - 19 Luglio 2009


Oggi, mentre svolgevo la mia consueta passeggiata mattutina, mi sono imbattuto in un incontro particolare. Ho incrociato uno scoiattolo, intento ad arrampicarsi su un albero. Non so se il piccolo roditore si è accorto, o meno, della mia presenza. Certo, sembrava tranquillo, e si è quasi messo in posa quando ho estratto la macchina fotografica per la fotografia di rito. La città di Pensacola e’ una vera e propria riserva naturale e l’incontro con lo scoiattolo non è un esempio isolato di contatto tra l’uomo e la natura. Spesso capita di imbattersi in secolari alberi con grandi chiome del diametro di diverse decine di metri. Ho potuto notare anche un famosissimo albero di platano, che è tenuto dagli abitanti della zona quasi come fosse una reliquia. Ed a ragione, considerato che è di una bellezza impressionante. Gli alberi predominanti, comunque, sono quelli di pino.
Impressionante è anche la concentrazione di uccelli. Sono quelli che si notano in ogni parte: gabbiani che si avvicinano ai bagnanti per avere un po’ di cibo, storni di anatre che volano sulle onde del mare e grossi fenicotteri che stazionano in prossimità del porto di Pensacola. E pensare che la conformità paesaggistica di Pensacola è pianeggiante, quasi al livello del mare, con solo 9,00 mt di dislivello con il mare. Eppure, una delle maggiori attrattive turistiche di questa città è costituita proprio dalla flora e dalla fauna, che è tutelata dalle istituzioni in maniera molto severa. Molti turisti si recano in questa città proprio perché in essa è facile vivere a contatto con la natura ed il verde. Come dicevo prima: essa è un vera e propria riserva naturale. Lo è, perché grande attenzione e’ stata riservata all’ambiente, al paesaggio e alla fauna. Proprio di recente, si discuteva circa la necessità di dotare la nostra città di attrattive per incrementare il turismo. Ebbene, oggi, dalle nostre parti, quando si para di attrattive turistiche si pensa sempre e solo a costruire altri alberghi o altre strutture faraoniche, che pregiudicano in maniera sempre più sensibile l’ambiente circostante.
Non si ci rende conto che spesso tali strutture sono inutili, perché non solo non hanno mai portato un turista, ma se lo portano costui fa bene attenzione a non mischiarsi con la città. Eppure, una soluzione è dietro l’angolo: investire in un rilancio naturalistico del Faito e dei boschi di Quisisana. Quale migliore risorse turistica c’è dello splendido paesaggio delle nostre zone? Quindi, prima di costruire altri ecomostri, recuperiamo il Faito ed i boschi di Quisisana. Creiamo delle vere e proprie “riserve naturali”, con animali, uccelli e alberi che esaltano la macchia mediterranea e la nostra terra. Vi assicuro che se ciò fosse fatto, in maniera seria e professionale, i turisti accorrebbero in massa. Il turismo naturalistico è il filone turistico che, di recente, ha più seguito. Ben maggiore di quello archeologico e museale, che purtroppo sono in netta decadenza.
Il Monte Faito oggi versa in un incuria incredibile. Basta pensare che la strada di collegamento, che da Castellammare porta al Faito, e ‘ interrotta da alcuni anni e, allo stato, non si sa quando sarà ripristinata. Per non parlare poi, dell’incuria e del degrado in cui verso tutto il complesso montuoso, anche se di recente qualcosa sembra che si stia facendo. Predominano, comunque strade rotte, spazzatura che non viene raccolta, controlli neanche a dire. L’unica cosa che funziona e’ la Funivia che in sette minuti ti porta ad una quota di mille metri, dove si respira una aria cosi pura che ti sembra di stare sulle Alpi.
Antonio Sicignano - from Pensacola (Florida)






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